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Mag 3, 2008 - articoli pubblicati    No Comments

Renovando custodire

 “Renovando custodire”  è stato il tema del convegno che si è tenuto il 23 ottobre scorso nell’Aula magna AUSI del Palazzo Bellavista di Monteponi. Argomento di non poco conto poiché si è  parlato di restauro,  conservazione e valorizzazione degli antichi documenti dell’Archivio della Curia, un patrimonio di enorme valore storico e documentale salvato dal compianto monsignor Luigi Cinesu che ne fu il primo riordinatore. Un contributo del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, e la collaborazione della Soprintendenza Archivistica della Sardegna, permisero un primo intervento di riordino ed inventariazione. Nel luglio 2002 fu portato a temine il lavoro, consentendo la consultazione di tutta la documentazione non coperta dalla legge sulla riservatezza.  L’iniziativa del convegno, promossa dalla Regione autonoma della Sardegna, ha avuto come  relatori con Salvatore Palese, Presidente dell’associazione Archivistica Ecclesiastica, il Segretario della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa don Carlo Chenis, il Direttore dell’ufficio dei Beni Culturali della CEI monsignor Giancarlo Santi, la Coordinatrice nazionale del progetto Archivi e Biblioteche della CEI Francesca D’Agnelli, Cecilia Poggetti e Luca Pieraccini del Servizio Assistenza ai Sistemi Informativi delle Diocesi per il progetto archivi, il Sovrintendente Archivistico per la Sardegna Roberto Porrà, la Direttrice del servizio Beni Librari e Documentari dell’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Paola Bertolucci, la Responsabile del settore Tutela e Restauro dello stesso Assessorato regionale, e la Direttrice dell’Archivio diocesano Licia Meloni.  I lavori sono stati introdotti dai saluti del Vescovo Tarcisio Pillolla, che assente perché impegnato nella visita pastorale a Tratalias, è stato rappresentato dal Vicario Generale monsignor Franco Pometti, dell’Assessore alla Cultura della Regione Elisabetta Pilia, pure assente per precedenti impegni e rappresentata dal dottor Basciu, dell’Assessore alla Cultura del Comune d’Iglesias Domenico Marvaso e di don Carlo Cani, responsabile dell’Archivio Diocesano.   Nell’Auditorium del palazzo Vescovile è stata poi  inaugurata una mostra dei documenti restaurati che è stato possibile visitare fino al 6 novembre.  Nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì inoltre, si sono potuti ammirare i restauratori all’opera sui documenti. Sono state date dimostrazioni di pulitura e disinfestazione da parassiti, ricostruzione di pagine danneggiate e mancanti di alcune parti e di metodi di legatura e rilegatura di libri e registri secondo antiche tecniche. “ La Gazzetta del Sulcis” 10 novembre 2004

Apr 28, 2008 - articoli pubblicati    1 Comment

L’Archivio storico diocesano di Iglesias

L’Archivio Storico Diocesano di Iglesias è composto dalla documentazione della Curia Diocesana, del Capitolo della Cattedrale e degli Enti ecclesiastici dipendenti dall’autorità diocesana, che è il Vescovo. Ha sede presso il Seminario Vescovile di via Tenente Cacciarru ed è accessibile nei giorni di martedì, giovedì e venerdì dalle ore 9 alle 12,30 e dalle 16 alle 19. Custodisce  documenti a partire dalla metà del Cinquecento. I più antichi portano la data del 1562 e sono relativi ad un censo in favore della lampada della parrocchia di Villamassargia ed ad un atto di matrimonio dell’unica parrocchia all’epoca esistente che era quella di Santa Chiara. Importantissimi sono i Quinque Libri, che il Concilio di Trento, nel 1563, stabilì fossero tenuti da tutti i Parroci con la massima cura. Nei Libri sono registrati i battesimi, le cresime, i matrimoni, le morti e lo stato delle anime. Nel Liber mortuorum, in modo particolare, è possibile trovare notizie interessanti sui lasciti testamentari, sull’età e condizione sociale dei defunti, oltre naturalmente all’indicazione del luogo della sepoltura. Si tratta di un vero e proprio archivio di stato civile, che ha anticipato di trecento anni quello dello Stato italiano, e che consente di risalire non solo alle più lontane genealogie, ma di studiare, come sempre più spesso sta avvenendo da parte degli scienziati, le tare ereditarie e il genoma umano. Dallo stato delle anime, istituito nel 1614 per disposizione di Papa Paolo V, è possibile ricostruire il nascere e lo svilupparsi di quelli che erano i boddeus, agglomerati di furriadroxius attorno ad una chiesa isolata, diventati successivamente paesi e comuni. Con puntigliosa precisione, prima i cappellani ed i parroci  poi, hanno provveduto a quello che potremmo definire un censimento annuale della popolazione, suddividendola per sesso e fasce d’età. E’ possibile anche consultare i documenti relativi alle vertenze di carattere civile, agli Ordini  ed alle organizzazioni religiose, oltre che alle confraternite. Non è ancora consultabile, perché ancora non riordinato, l’archivio del Capitolo, che custodisce documenti risalenti al trasferimento della diocesi da Tratalias ad Iglesias, avvenuta nel 1503, cinquecento anni or sono. L’augurio è che presto anche questo patrimonio di cultura e documentazione possa essere fruibile. “ La Gazzetta del Sulcis” 10 novembre 2004