27/11/2008
La regina dei "paras frittus"
Minuscola di statura, vestita di nero come si conviene ad una vedova, col solo fazzoletto bianco in testa in onore della farina utilizzata, Marianna Zicca era la regina dei frati fritti, distorsione linguistica dei fatti e fritti, che col loro profumo, per più di due decenni, hanno richiamato i giovani iglesienti nella via Verdi degli anni cinquanta e sessanta. Più comunemente nota come zia Mariannicchedda, era nata nel Sarrabus, a San Vito, il 10 agosto 1880, ed aveva sposato il continentale Attilio Cerquetti, nativo di Ancona, che moriva all’età di 46 anni nel 1917, lasciandola vedova con sette figli, due maschi e cinque femmine, la più piccola delle quali aveva nove mesi. Dovendo allevare la numerosa prole tutta in tenera età, zia Mariannicchedda, dovette rimboccarsi le maniche. Intraprese così l’attività di friggitrice di quelli che vengono chiamati in sardo paras frittus con la trasposizione in italiano di frati fritti anziché di fatti e fritti. Il primo locale che aprì si trovava in Corso Umberto, l’odierno Corso Matteotti alias Via Nuova, e successivamente, ai primi degli anni cinquanta, si trasferì nel basso di via Verdi, dove esercitò finché la ressero forze. La piccola friggitoria, aperta solo la sera e la domenica anche la mattina, era una stanzetta alla quale si accedeva dopo aver disceso uno scalino. Un tavolo tondo contornato di sedie, con altre allineate lungo il muro era tutto l’arredamento. In un angolo, sulla destra entrando, un focolare nel quale un grosso calderone colmo di olio sobbolliva, e sa scivedda, colma dell’impasto morbido ed elastico che le mani piccole ma esperte di zia Mariannicchedda trasformavano magicamente in anelli da versare nell’olio bollente, e che prima cadevano in fondo al calderone, per poi risalire in superficie gonfiandosi, ed essere velocemente rivoltati con un lungo ferro per dorarli da ambo le parti. Rivoltolati poi nello zucchero semolato, venivano serviti al costo di 10 lire il pezzo, che col passare degli anni è poi arrivato alle 20 lire. I clienti erano gli Allievi Carabinieri, i giovani che avendo già un lavoro si potevano permettere la spesa, e gli studenti che, all’insaputa dei genitori, destinavano i soldi, anziché a qualche quaderno o qualche matita, al fragrante frate fritto. Zia Mariannicchedda era una donna laboriosissima ma curiosa. E questa sua curiosità veniva spesso utilizzata dai giovani squattrinati per mangiare a sbafo la frittura. Al tempo erano ancora in uso i funerali in grande stile con sfilate di corone e la partecipazione della banda. Al grido di: Zia Mariannicchedda, teh! teh! sa musica!, lanciato dai manigoldi, la curiosa donnina si precipitava fuori dal locale per vedere lo spettacolo e sapere chi fosse il defunto, lasciando via libera ai ribaldi che fuggivano senza pagare il conto. Il rientro e la scoperta dell’inganno, perché spesso di inganno si trattava non essendoci alcun funerale, davano la stura ad un rosario di colorati epiteti rivolti agli ingannatori ed alle rispettive genitrici, delle quali venivano magnificate le gesta. La minuscola Zia Mariannicchedda, dopo 50 anni di lavoro, morì all’età di 87 anni nel 1967, restando impressa nei ricordi di generazioni di concittadini. "La Voce di Iglesias" 25 novembre 2008
09:36 Scritto da: franzkerki in miscellanea | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Commenti
ho linkato questa tua pagine nel mio blog
www.alcibocommestibile.blogspot.com
spero non ti dispiaccia..
Scritto da: genny | 23/02/2009
Rispondi a questo commentoGenny, non mi dispiace! Zia Mariannicchedda sarà, anzi, felice che anche dalla tue parti si apprezzino i "frati fritti" alias "parafritttus"
Scritto da: franzkerki | 24/02/2009
Rispondi a questo commentoCon piacere ho potuto conoscere la piccola storia della mia nonna materna e sento di dover raccontare una breve storiella tramandata da mia madre Stella CERQUETTI. "Durante il periodo del fascismo la 'Zia Mariannicca' usava mettere un fiocchetto rosso anche anche alle....galline e quando venivano i fascisti ........li faceva CORRERE!"
Scritto da: antonio putzu | 05/12/2009
Rispondi a questo commentoScrivi un commento