03/04/2012
i soprannomi iglesienti dal 1583 al 1800
I soprannomi iglesienti dal 1583 al 1800
Il soprannome è un appellativo, o epiteto, scherzoso, ironico, ingiurioso o malevolo, imposto ad una persona, ed aggiunto al nome e cognome della stessa, o in sostituzione di essi, che può derivare da caratteristiche e difetti fisici (lo Smilzo, il Guercino etc), dal luogo di nascita (il Tunisino, il Cinese), dall’attività esercitata (la Fornarina). Spesso il soprannome è poi diventato, sostituendolo, il cognome, oppure è entrato nell’asse ereditario per cui è diventato identificativo di un determinato ramo familiare. Ad Iglesias, alcune famiglie derivanti dallo stesso ceppo, vengono identificate con i soprannomi di su piu, sa rana, pitzalluta.
In tempi a noi più vicini, con l’appellativo di Professore veniva identificato Luigi Pili, sempre con l’inseparabile bicicletta, e giravano i soprannomi di Piu ‘e sera, Sa gattu, Pappanappa, Listroni, Carronca, Costalongasa, e due facoltose e tirchie sorelle nubili venivano gratificate dell’appellativo di Piccioneddas de Pasca.
Anche nell’antica Roma al praenomen, nomen, cognomen, poteva aggiungersi un soprannome o agnomen: Publius (praenomen), Cornelius (nomen), Scipio (cognomen). Africanus (agnomen).
L’abitudine del soprannome, è quindi antica. Ad Iglesias ed in molti altri paesi della Sardegna, era consuetudine identificare le persone più con i soprannomi che con i cognomi. Ancora ad oggi, nel paese di Cabras, vicino ad Oristano, se si cerca una persona, occorre indicarne il soprannome, perché capita che col vero cognome anche il vicino di casa non sappia darvi indicazioni. Tipico è il caso di un carrozziere, noto come Su Pisu, la cui moglie è Sa Pisessa, addetta alla cura degli affari economici della carrozzeria, con grande spazio pubblicitario nell’elenco telefonico sotto l’onorato epiteto.
Passeggiando fra le carte degli archivi iglesienti, ed in particolare nell’Archivio Storico Diocesano, mi sono imbattuto in diversi soprannomi, riportati negli atti di battesimo, di matrimonio e di morte, che elenco in ordine di antichità.
1583 Joa Pinna alias Atzamala
1587 Jo Cocody alias Buccalada
1605 Antiogo Deanna alias Corrus
Antoni Pattery alias Maydedda
1608 Antiogo Castay alias De is feminas
1610 Antoni Puxarello alias Pisulino
1613 Pauli Asumnis alias Squadu
Gontini Serra alias Sa daga
Marco Craba alias Orgolesu
1616 Antiogo Fani alias Manderi
1618 Juan Serra alias Corropu
1620 Joan Curques alias De is feminas
1624 Juan Cani alias Argudurci
Andria Gamba alias Currurjoni
1625 Antiogo Corbello alias Mustazzeddu
1626 Benito Pinna alias Carraxu
Julian Caniga alias Peis de morus
1627 Julia Manca alias Curruxonj
Julia Cau alias Borenoda
1628 Maria Lochy alias Crocoiguda
Pere Sanna alias Bosincu
Joan Cany alias Argudulci
1629 Joan Bruguita alias Paxello
1634 Joan Devilla alias Pricochu
1636 Juan Mereu alias Su capeddu
1647 Antiogo Fanuza alias Lindiri
1650 Juannello Serra alias Coyeddana
Francisco Cani alias Pumpa
Joan Cani alias Pralla
Antiogo Maria Piliu alias Coxineri
1651 Joan Scartello alias Pista
1653 Gontini Cani alias Argudurci
1656 Antiogo Figus alias Ziqueddu
1657 Juan Serra alias Badamatas
1660 Juanneddu Serra alias Mucosu
1661 Juan Cani alias Argudurci
1666 Antiogo Corbello alias Corcoriga
Pere Mely alias Fragata
Julia Pinna alias Paringianu
Antony Loi alias Arquedda
1669 Salvador Serra alias Sa mura
1670 Francisco Corbello alias Sa stoya
1674 Andrea Romita alias Culachudu
1678 Nicolau Pintus Olarjo alias Su ziu
1679 Antona Corbello alias Mustachu
1685 Juannello Corbello alias Mustazzeddu
Antiogo Corbello alias Mustazzu
Antiogo Pruna alias Macu
1687 Juaneddu lebiu alias Cocidu
Francisco Escartello alias Corruxioni
1689 Nicolau Cani alias Sascaitu
1690 Nigola Mereu alias Conca de moru
1697 Nicola Corbello alias Cantadory
1698 Antoni Escartello alias Pista
1699 Juan Pisano Pisti alias Sumbudu
1700 Salvador Maria Pisanu alias Feminedda
Juan Lebio alias Caudu
1702 Antiogo Serra alias Mucosu
Benito Massidda alias Su peli
Benito Corbello alias Sa stoya
1703 Francisco Cau Arcedi alias Massaqu
Juan Corbello alias Corcoriga
Benito Luxi alias Stiqueddu
1704 Ellena Massa alias Mustachu
1709 Juan Antonio Massidda alias Piddicony
Francisco Pinna Paringianu alias Casaca
1710 Nicolas Pinna alias Barbarachino
1713 Antonio Maria Cocody alias Pabasseri
1715 Juan Escartello Erriu alias Carrogu
Nicolas Serra alias Badamatas
1716 Juan Pinna alias Frungidu
Juan Sanna alias De is puddas
Joseph Antiogo Sebis alias Su rey
1719 Antoni Delalla Loddi Falchi alias Barraca
1721 Antonio Atzory alias Sa Ximia
Antioga Concas alias Marraconedda
Juaneddu Gambony Manay alias Abrusca crabus
1728 Joseph Lay alias Poabay
1730 Antiogo Serra alias Casixedda
1731 Antiogo Serra alias Marjani
1733 Antiogo Pinna alias Barbaraxinu
Salvador Delussu Cosa alias Quinedda
1734 Antiogo Usay alias Pimpira
Antiogo Serra alias Ogueddu
1734 Thomas Layxello alias Pitzianady
Jgnacio Corbello alias Sa stoya
1736 Salvador Serra alias Badamatas
Antiogo Serra alias Segarigasu
Juan Baptista Lampis alias Santorum
Antiogo Vacca alias Surdu
1737 Francisco Azara alias Mala carçeta
1739 Antonio Serra alias Sa bira
1740 Antonio Piras alias Samugueo
1742 Juan Cannas alias Murtinu
Pedro Cau alias Sa porchina
Antonio Maria Seris alias Barrilotu
1743 Antonio Escano alias Pirota
1744 Maria Antonio Mura alias Pirota
Ivan Saruy alias Baloy
Francisco Cossu alias Porcu
1749 Juan Baptista Melis Spada alias Marigosu
1758 Antonio Serra alias Baingiu
1762 Antiogo Pinna alias Frungidu
1763 Francisco Serra alias Su surbiu
1765 Francisco Pilicu alias Arengara
1767 Juan Maria Layxello alias Pichianady
1768 Nicolas Manca alias Montau
1779 Moncerrate Uras alias Pimpiredda
1781 Pedro Picareddu alias Nolopico
1784 Sebastian Machony alias Bivitu
1788 Francisco Antonio Nonis alias Buttilla
1789 Antonio Deana alias Su Fiascu
1791 Luisa Sabira alias Pirota
1795 Leonardo Arai alias Farai
1801 Juan Maria Bernardino alias Sa lepa
1803 Salvatore Pani alias Travoddu
1817 Antioco Pinna alias Benibeniu
1850 Antioco Melis alias Differenti
1864 Francesco Satta alias Baddazzu
Vincenzo Nurchis alias Carlitus
1867 Antonio Piras alias Concapudda
Nicola Dessì alias Su meurreddu
1869 Giuseppe Melis alias Cagafà
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24/01/2011
Goffredo Mameli e Iglesias
L’Italia compie 150 anni. Iglesias e Goffredo Mameli
Secondo la teoria del professor Francesco Cesare Casula, professore ordinario di Storia Medioevale nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Cagliari, l’Italia comincia a prendere corpo nel 1324 con la conquista aragonese, prima di Villa di Chiesa, oggi Iglesias, e successivamente con la presa di Cagliari. Nasce, infatti il Regno di Sardegna e Corsica, chiamato poi semplicemente Regno di Sardegna dal 1475, e successivamente aggregato in forma federativa agli Stati continentali di Vittorio Amedeo, primo Re di Sardegna (Principato di Piemonte, Ducato di Savoia, Ducato d’Aosta e Contea di Nizza), e la storia continua fino al Risorgimento e al 17 marzo 1861, quando diventa Regno d’Italia, per poi diventare Repubblica Italiana, adottando, come inno, una composizione di Goffredo Mameli. Senza entrare nel merito della fondatezza di tale teoria, è certo che fra la nostra Città e Goffredo Mameli, l’Eroe della Repubblica Romana, compositore dei versi dell’Inno Nazionale “Fratelli d’Italia”, esiste un innegabile nesso.
Le vicende storiche cittadine, infatti, si sono più volte incrociate con quelle della famiglia di appartenenza del giovane caduto per la Patria.
Goffredo, nato a Genova il 5 settembre 1827, e morto a Roma il 6 luglio del 1849 per le conseguenze delle ferite subite in combattimento, che comportarono l’amputazione di una gamba con successiva setticemia, era di origine sarda, e più precisamente ogliastrina.
A Lanusei, nella piazza principale, c’è una lapide
con la genealogia della famiglia Mameli, che riporta indietro fino al 1649, al capostipite noto Cristoforo Mameli o Mamely, originario di Gairo, che in quel anno sposa a Lanusei Giovanna Lai.
Dai due, il 25 maggio 1675, nasce a Gairo Giovanni Antioco Maria, che sposa in Spagna Doña Isabella de Olmedilla.
I due generano Antonio Vincenzo, che nasce a Torino il 17 maggio 1722.
Con Antonio Vincenzo Mameli si stabilisce un primo contatto fra la Città d’Iglesias e la famiglia dell’Eroe Goffredo. Antonio Vincenzo fu infatti Direttore ed Amministratore della Regia Miniera di Monteponi dal 1759 al 1762. Con diploma datato Venaria Reale 7 maggio 1784, ottenne il Privilegio di Cavalierato Ereditario e di Nobiltà trasmissibile ai discendenti col trattamento di Don.
Il rapporto con la Città prosegue con la nascita, dal matrimonio fra Antonio Vincenzo Mameli con la nobile Donna Eulalia Carboni Borras, di Don Raimondo (che sarà il nonno di Goffredo) e di Don Giovanni Maria, che sposa la nobildonna iglesiente Donna Giuseppa Corrias Crabu, più nota come Donna Pepica (vedi foto fra i personaggi).
Il Cavaliere Nobile Don Giovanni Maria Mameli de’ Mannelli (come amava farsi chiamare), fratello del nonno paterno di Goffredo, morì ad Iglesias il 22 ottobre 1843 all’età di ottantotto anni, e fu sepolto nel Campo Santo, come certificato dai registri della Curia Vescovile di Iglesias[1]. Era avvocato, Giudice della Sala Criminale della Reale Udienza del Regno di Sardegna, abusava del titolo di Patrizio di Cagliari e di Patrizio di Rocca contrada, tradusse in italiano la Carta de Logu, e scrisse un trattato sull’arte vetraria in Italia.
Donna Pepica, nata il 26 dicembre del 1783, fu battezzata il giorno 28 dello stesso mese con l’imposizione dei nomi Maria Josepha Magdalena Estevina[2].
Mentre non si ha traccia della tomba di Don Giovanni Maria, nel muro di cinta del Campo Santo della Città, si conserva la lapide della tomba di Donna Pepica, dove si legge: Donna Pepica Corrias / di animo virile / ardita negli intendimenti / prudente in eseguirli / moriva di 86 anni / addì 17 settembre 1869 / in Iglesias / lasciando alle figlie / Caterina Luisa Pepina / buona eredità di censo / ottima di domestici esempi.
Caterina Mameli, primogenita di Don Giovanni Maria e Donna Pepica Corrias, cugina in primo grado di Giorgio, padre di Goffredo, nasce a Cagliari nel 1810, e sposa il nobile Stefano Melis. Il censimento del 1855 la vede quarantacinquenne, vedova, e residente in Iglesias nella via Castello con i quattro figli. Raimonda di 17 anni nata a Cagliari, Francesco di 12 nato a Lanusei, Peppina di 10 nata a Isili e Vincenza, appena nata a Cagliari. Non abbiamo dettagliate notizie sull’attività lavorativa di Stefano Melis, che era avvocato, ma la diversità del luogo di nascita dei figli indica che comportasse spostamenti logistici frequenti, e soprattutto che la sua morte abbia determinato la necessità, per la giovane vedova, di rientrare ad Iglesias per avere il sostegno, non solo morale, della madre di animo virile.
E con l’ausilio della nobile, virile ed abbiente madre, Caterina Mameli curò l’educazione dei figli, facendo dell’unico maschio, Francesco, cugino in secondo grado di Goffredo, un uomo di spicco della vita cittadina iglesiente. Egli fu infatti Sindaco della città agli inizi del 1900. Nella sua tomba, opera dello scultore piemontese Giuseppe Maria Sartorio si legge: Cav. Uff. / Francesco Melis Mameli / di famiglia patrizia d’Iglesias / n. Lanusei il 6 gennaio 1846 / m. in Iglesias il 1 marzo 1912 / la sua vita fu un culto al dovere / cittadino integerrimo / funzionario solerte / sposo e padre esemplare / amministratore / e primo magistrato cittadino / degno di storica ricordanza / per dirittura di mente / fede nella libertà / rigida inconcussa probità operosa.
Anche la primogenita di Caterina, Raimonda Melis Mameli, riposa nel Camposanto iglesiente. Era andata sposa al Cavalier Rafaele Deidda, ed un figlio dei due, Giuseppe Deidda Melis, seguì la carriera dei suoi avi di casa Mameli, nella marina militare, raggiungendo il grado di Tenente Commissario. Morì ventiduenne a La Spezia il 22 gennaio 1901, e riposa ad Iglesias, in una tomba opera del Sartorio, con la sorella Cristina.
La terzogenita di Caterina, Giuseppina, sposò il nobile don Giacomo Garrucciu e morì ad Iglesias, dopo due mesi di malattia, il 1° ottobre 1871. La sua tomba è la seconda a sinistra del vialetto che rasenta il muro di cinta entrando dal cancello di viale Cappuccini.
La più giovane, Vincenza, andò sposa al nobile don Vincenzo Rodriguez, morì a Torino il 28 settembre 1918, ed è sepolta col consorte nel viale C del cimitero cittadino.
Le tombe dei parenti di Goffredo, opere dello scultore piemontese Giuseppe Maria Sartorio, versano in condizioni pietose, e sarebbe necessario un intervento riparatore di restauro, almeno come riconoscimento del lustro che la parentela con il compositore dell’Inno Nazionale potrebbe riversare sulla Città, se adeguatamente pubblicizzata.
17:39 Scritto da: franzkerki in Personaggi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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